CASO ANIMO E HUMANITAS: VERGOGNOSA MANOVRA POLITICA AI DANNI DELLE ASSOCIAZIONI

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(nella foto la struttura comunale mai completata)

Si apprende, grazie a una inchiesta giornalistica, che l’Amministrazione abbia tentato di far pagare a due associazioni di volontariato la cifra di 30.000 euro per l’adeguamento di una sede comunale che, invece, sarebbe dovuta essere completata dalla società costruttrice dell’area artigianale (tra i cui soci troviamo amministratori comunali e/o parenti di amministratori). Società a cui il Comune, anziché pretendere l’esborso dei 49.000 euro pattuiti (dovuti dal 2004), ha concesso altri due anni di proroga per il versamento.
Quello che si è consumato in questi giorni a Ladispoli è forse l’apice del malgoverno raggiunto dall’Amministrazione uscente.
Un operato che segnala, ancora una volta, una mancanza totale di pianificazione di medio e lungo periodo, di cui una seria Amministrazione dovrebbe farsi carico.
La cosa vergognosa è che tali fatti siano avvenuti ai danni di due associazioni che da tempo si sono praticamente sostituite all’attività dell’Amministrazione nell’assistenza a famiglie in difficoltà di Ladispoli; associazioni che si ritrovano ora anche umiliate da questa gestione fallimentare della cosa pubblica.
Noi cittadini  abbiamo lasciato in mano Ladispoli per tanti anni a persone che non hanno fatto altro che “navigare a vista”, lasciandoci in eredità una città piena di opere incompiute e con le casse comunali praticamente vuote (è notizia di queste ore l’approvazione di un bilancio disastrato).
E’ il momento di invertire la rotta, di lavorare finalmente a un progetto di rilancio della nostra città, in cui i cittadini possano avere finalmente voce in capitolo, di restituire dignità alle realtà territoriali che, con passione, svolgono la propria attività sul territorio. C’è un disperato bisogno di una città in cui ogni le cose funzionino, in cui ogni comparto lavori a un obiettivo, in cui camminare a piedi o in macchina non comporti un pericolo continuo, in cui le ricchezze della città vengano valorizzate e non abbandonate o sacrificate alle speculazioni.
Una città finalmente “normale”, un cambiamento a cui tutti noi possiamo prendere parte.

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