INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO ANTONIO PIZZUTI PICCOLI

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[da Terzobinario]

Si va verso le elezioni amministrative 2017. A parlare oggi è Antonio Pizzuti Piccoli, candidato del M5S.

Partiamo dalla pianificazione del territorio. I vostri principi di fondo sono chiari. Ma il governo delle cose e i principi spesso non vanno esattamente di pari passo. Ad esempio a Roma pur tagliando le cubature previste inizialmente si va avanti su un progetto che comunque consuma suolo. Come si può escludere che anche voi possiate essere costretti a dei compromessi sull’urbanistica?

Ci siamo sempre dichiarati contro il consumo di suolo. Cercheremo di rispettare i nostri principi. Nell’eventualità in cui entreremo noi come forza amministratrice dovremo vedere bene cosa c’è in corso perché troveremo alcuni progetti già in fase di attuazione e quindi lì non so quanto riusciremo a tornare indietro. Infatti noi stiamo dicendo a tutti che questo è il nostro programma, ma si concretizzerà nel momento in cui entreremo in comune e vedremo lo stato di fatto.

Ad esempio su Osteria Nuova spetterà probabilmente al prossimo consiglio comunale esprimersi.

Osteria Nuova è uno di quei piani da bloccare. Se la palla passa al consiglio comunale e noi saremo la maggioranza si bloccherà questo progetto. Osteria Nuova creerà dei danni non solo a chi già vive a Ladispoli, perché quando si aumentano di tanto le unità abitative e i servizi non sono adeguati si amplificano le problematiche, ma anche all’ambiente. Osteria Nuova sta qua (punta il dito oltre il Bosco di Palo)…spalmare cemento su questi territori significa impedire il normale deflusso delle acque e quindi andare a toccare le dinamiche della falda idrica. La falda idrica sotterranea è quella da cui prendiamo acqua, è quella che, se messa in crisi, può diventare salina per l’ingresso del cuneo salino da mare. Ora siamo ancora nella fase in cui la falda che sta sotto Ladispoli è d’acqua dolce, abbiamo fatto dei carotaggi recentemente. Però se queste dinamiche vengono interrotte per attività antropica si avrebbe l’acqua di mare che entra, perché non c’è più la competizione della grande massa d’acqua dolce. Questo comporta la salinizzazione della falda, danni ambientali all’ecosistema del bosco di Palo che potrebbe così cambiare completamente fisionomia facendoci perdere un patrimonio spendibile anche in termini turistici. Dunque quello per noi è un progetto da bloccare. Se avremo voce in capitolo lo bloccheremo.

E per quanto riguarda gli altri piani integrati? Piazza Grande ad esempio….

Piazza Grande per noi non è finita. Adesso abbiamo presentato il terzo ricorso al Tar sempre perché mancano, secondo noi, dei passaggi importanti tra cui la Valutazione Ambientale Strategica. Si è deciso di bypassarla nonostante alcuni pareri importanti dicessero che va verificato ulteriormente il danno per il territorio.

Su Torre Flavia quello che vi viene contestato è di esservi limitati a porre sotto la lente d’osservazione dell’opinione pubblica e degli organi inquirenti una situazione di abusi di lunga data, senza proporre nulla per risolvere la soluzione. Qual è la vostra proposta?

La nostra proposta è in itinere, il nostro gruppo di architetti sta lavorando su quel tema. Di fatto lì quello che si è contestato non è l’aprire un’attività, ma averlo fatto senza rispettare vincoli e norme di legge. Lì ci sono vincoli da piano regolatore e vincoli legati alla presenza di aree di pregio naturalistico come la Palude di Torre Flavia. In alcuni casi, come abbiamo letto sui giornali, si sono verificati anche scarichi direttamente a mare. Lì il nostro intervento è stato molto preciso e molto forte perché ci siamo chiesti: “noi chi dobbiamo tutelare come forza politica? Chi sta in regola e lavora col turismo o chi il turismo lo fa non in regola, in deroga alle norme e con la complicità dell’Amministrazione? Perché poi sta venendo fuori che anche l’Amministrazione ha le sue colpe per non aver controllato. Con il nostro gruppo di architetti del tavolo di lavoro sull’urbanistica stiamo preparando una proposta per sanare la situazione. Va permesso a chi fa attività turistico-ricettive su quel territorio di farlo, ma nei limiti delle norme di legge e del contesto ambientale.

A proposito di tavolo urbanistica. Ci risulta che fra i vostri consulenti ci siano ex funzionari del comune di Ladispoli e di altri comuni. Già si rumoreggia di una figura abbastanza controversa come nuovo assessore all’urbanistica. I vostri detrattori già sono pronti a rinfacciarvi di voler fare “il nuovo” affidando un settore come l’urbanistica a chi già ha amministrato, da tecnico, in passato.

Infatti faremo il nuovo con persone che non hanno mai amministrato a Ladispoli. I nomi ci riserviamo di rivelarli nel rush finale della campagna elettorale. Ma gli assessori del Movimento 5 Stelle saranno persone esperte, competenti, che non hanno fatto il funzionario al comune di Ladispoli…

Quindi non sarà Gangitano.

Assolutamente no.

Prendiamo un attimo in esame le altre forze politiche. Le primarie hanno visto alcune defezioni di spicco, sia esterne sia interne al PD. Come lo vedi nel complesso il centro-sinistra?

Attualmente non bene. Loro si portano dietro un’eredità pesante. Mi chiedo sempre con che faccia andranno a chiedere un consenso ai cittadini visto che sono vent’anni che il centrosinistra è al governo della città e ci ha lasciato solo macerie. Cosa possono fare che non poteva essere fatto, senza andare troppo indietro, negli ultimi dieci anni di Amministrazione? Per me non sono più credibili.

C’è anche chi compete con voi dall’opposizione. Spesso vi si rimprovera di considerarvi l’unica vera opposizione. Cos’avete voi in più di un Alessandro Grando, ad esempio? O di Governo Civico, che rivendica la propria coerenza nell’aver rotto con l’Amministrazione cinque anni fa e nell’essere rimasti fuori da tutto?

Parto dal presupposto che la perfezione assoluta non esiste. Negli altri schieramenti ci sono sicuramente persone valide, anche nel Pd. A queste persone ho sempre rimproverato di non essersene andate. A Grando invece vorrei ricordare quante volte ha votato contro in consiglio comunale. Perché lui si è sempre limitato ad astenersi e questo astenersi ha pesato non poco sulla possibilità anche di poter intervenire e impugnare decisioni di consiglio comunale. Quindi Grando che si sveglia nell’ultimo anno a me lascia un po’ perplesso. Noi abbiamo avuto un’opposizione assente, fermo restando che una parte è passata anche in maggioranza. Rispetto a Governo Civico anche noi siamo rimasti fuori, siamo rimasti coerenti ma abbiamo continuato ad essere presenti sul territorio per cinque anni, mentre loro sono scomparsi e ora sono riusciti fuori.

Cambiamo argomento e parliamo di estrema povertà. Fece abbastanza discutere una tua espressione utilizzata in un’intervista all’Ortica in cui citavi fra le priorità quella di restituire giardini pubblici e aree verdi ai bambini, togliendole a “balordi e malintenzionati”. Qualcuno l’ha preso come un attacco ai senza fissa dimora, vuoi commentare questa cosa?

Mi fa piacere perché da anni mi dicono questa cosa. Non mi riferivo affatto ai senza tetto, ma ai maleducati che imbrattano la nostra città. Chi magari beve e lascia i cocci nei giardini. Ad esempio tra Via Ancona e Via Odescalchi c’è quella bella piazzetta in mezzo ai lecci che è completamente circondata da vetri di bottiglie rotte. Fermo restando che forse c’è qualche colpa anche di chi dovrebbe pulire. Ecco io mi riferivo a quello, a tutti quei cittadini che non rispettano gli spazi di tutti. Quindi sfatiamo questo mito. Anzi, non a caso il mio motto è che nessuno deve essere lasciato indietro. Stiamo studiando delle misure da poter adottare subito. Ad esempio l’Amministrazione uscente aveva fatto una cosa buonissima e cioè di dare la possibilità di istituire presso la casa comunale la residenza dei senza tetto. Questa cosa avrebbe permesso loro l’accesso a cure sanitarie eccetera, ma questa cosa si è arenata. L’hanno deliberata in consiglio comunale, ma poi non se n’è più saputo nulla. Sulle povertà se il comune non ha soldi, che comunque si devono trovare per questi casi, dovrebbe intanto fare la regia di tutte le realtà che ci sono e funzionare da facilitatore. Ritornando al tema delle povertà, abbiamo povertà croniche ma anche le nuove povertà. Ci sono tante famiglie i cui membri perdono il lavoro per una serie di fattori, cosa che oggi non è così difficile che accada purtroppo, e lentamente scivolano in uno stato di estrema povertà. Come si combatte la povertà? Sicuramente con interventi diretti nell’immediato, ma anche offrendo la possibilità di rinnovarsi in termini produttivi e lavorativi. Tra le nostre proposte noi lanciammo l’idea dell’albergo diffuso. Per rilanciare il turismo di Ladispoli bisogna essere più accoglienti, la città deve essere bella, pulita, ma anche accogliente. Anche una persona che rimane senza lavoro, magari ha una camera in più e la può affittare. Quello diventerebbe un piccolo reddito che, legato al turismo, non ti risolve il problema ma ti dà una piccola motivazione sia economica sia psicologica per andare avanti.

Alla luce degli ultimi input dati dal prefetto di Roma e dell’Anci ai sindaci, se dovessi essere il sindaco di Ladispoli con il M5s che strategia adotteresti sull’accoglienza migranti. Lasceresti ai privati la libera iniziativa o pensi sia giusto per il comune fare domanda per lo SPRAR?

Intanto sarà da vedere cos’ha fatto l’Amministrazione precedente, che già oggi potrebbe aderire al sistema SPRAR. Magari ha già scelto un indirizzo, anche se non credo si voglia prendere questa patata bollente. Quello che rimprovero ai politici è la paura di prendere posizioni nette. Io se devo scegliere se farmi piovere dall’alto un CAS (centri di accoglienza straordinaria n.d.r) e non avere più voce in capitolo o poter ragionare con tutte le realtà per definire i termini per l’arrivo dei migranti, preferisco sedermi al tavolino ed avere voce in capitolo. Fermo restando che siamo in un momento storico di emergenza. Logicamente è a livello nazionale che si deve far valere la voce dell’Italia a livello comunitario, visto che siamo il ponte ideale dall’Africa per arrivare in Europa e ci stiamo sobbarcando un compito importante. Detto questo se vengono rispettati i numeri di cui si parla noi avremo, eventualmente, pochissime unità, tra le 100 e le 150 massimo. A livello nazionale il M5S sta prendendo una posizione a favore dell’accoglienza diffusa. Cioè evitiamo i ghetti. I problemi si creano quando si prende un palazzo e ci si mettono trecento persone spesso di cultura o religioni diverse. Quindi va gestito bene, magari distribuendo i migranti da accogliere ed aiutare in varie realtà.

Ritorniamo un momento su turismo e sviluppo. Sul tema del porto non avete ancora preso posizione, come mai?

Sul porto ancora oggi stiamo aspettando dal comune di vedere la documentazione che dice che il porto si può fare. Alla Regione nel piano dei porti di Ladispoli non si parla. Quindi notiamo una discrasia fra ciò che afferma l’Amministrazione e la realtà dei fatti. Dopodiché il porto così come prospettato risolverebbe il problema che oggi abbiamo? Il porto viene fatto per chi ha la barca nei rimessaggi, per salvare i pescatori eccetera. Stiamo studiando con i nostri urbanisti la possibilità di riorganizzare i rimessaggi e renderli efficienti. Tra l’altro anche se fossero risolti tutti i problemi legati ai vincoli idrogeologici e iniziassero a costruire il porto, immaginiamo un cantiere del genere al centro di Ladispoli? Significa la morte turistica della città. Penso a tutti quelli che oggi vivono di mare, i balneari, i ristoratori…significherebbe uccidere l’economia per rilanciare un’economia di là da venire che forse non ci sarà mai. Anche perché oggi so che quasi tutti i porti turistici del territorio, da Fiumicino ad Orbetello, hanno difficoltà.

Quindi neanche il porto turistico che potrebbe dare un po’ di lavoro va bene, l’edilizia nemmeno. Ha ragione chi dice che siete il partito del No?

Ma sull’edilizia il lavoro c’è! Oggi chi fa edilizia a Ladispoli, quindi tutte le ditte medio-piccole, potrebbe vivere di ristrutturazione dell’esistente perché ci sono tutta una serie di attività di manutenzione da fare: ristrutturare i palazzi, rifare le facciate, le tubature, l’adeguamento energetico degli edifici e così via. A detta anche di tecnici che lavorano a Ladispoli, si potrebbe tranquillamente andare avanti all’infinito. L’edilizia non sarebbe bloccata da un consumo di suolo zero, ma sarebbe riqualificata. Sul turismo come amministrazione dovremmo creare le premesse per cui a Ladispoli si possa venire in vacanza, scegliendola rispetto ad altri contesti, perché è una città bella, pulita, accogliente, con un lungomare organizzato e gradevole da vedersi, dove si mangia bene, vicina alla Necropoli Etrusca e ben collegata con Roma. Bisogna creare una situazione per cui, senza creare chissà quali infrastrutture che farebbero guadagnare solo quelle due, tre società, si possa creare lavoro per tanti piccoli esercenti.

Per sfuggire alla morsa dello Stato sui conti pubblici degli enti comunali ci sono poche soluzione da adottare. Una è quella, di cui abbiamo già parlato, dell’edilizia contrattata. Un’altra consiste nel mettere in comune i servizi, come ha fatto Ladispoli con Cerveteri per il trasporto pubblico locale. E’ stato quello un esempio di buon governo?

Sì, quello è un esempio di buon governo e va riconosciuto.

Qual è la vostra posizione sulla fusione dei comuni e quella dei servizi, uno fra tutti quello dell’igiene integrata, fra Ladispoli e Cerveteri?

Noi ci siamo dichiarati contro l’unificazione dei due comuni. Sicuramente ci sono dei vantaggi nell’unire i servizi. Tra l’altro per quanto riguarda i rifiuti addirittura si dovrebbe arrivare ad un ambito territoriale. Più comuni del territorio si mettono insieme e magari creano anche delle imprese a supporto della raccolta differenziata: realtà di stoccaggio, vendita, ecc. Quindi quello potrebbe essere un vantaggio. Noi già abbiamo i servizi sociali che sono uniti a livello distrettuale fra Ladispoli e Cerveteri. Ci sono tutta una serie di facilitazioni nell’avere un comune unico. Noi ci dichiarammo contrari all’unificazione quando vedemmo che questa idea veniva fuori da politici che hanno sempre favorito le speculazioni edilizie. Allora con questa classe politica non si possono unire i due comuni e dare altro terreno in pasto ai palazzinari. Con due amministrazioni a 5 stelle saremmo i primi a lavorare per un’unificazione dei due comuni.

Ma anche con due governi dei 5 stelle non è detto che alle elezioni successive la situazione resti la stessa…

Però puoi mettere dei vincoli importanti e creare un’azione organizzativa…

Pascucci è un sindaco che ha dato adito alle speculazioni?

Secondo me sì, perché se vai a vedere quello che è previsto col nuovo piano regolatore Valcanneto raddoppia. Quello che mi spaventa è che il cemento aumenta, a spese di un territorio bellissimo come Valcanneto e la zona delle due Casette, ma non vedo aumentare le infrastrutture. Ad esempio a Valcanneto raddoppiano le case ma la doganale rimane quell’imbuto, ci vuole un quarto d’ora per uscire. Bisognerebbe imporre alle ditte che costruiscono di fare prima costruire le infrastrutture. Quindi comunque il piano regolatore proposto da Pascucci non è un piano regolatore ecologico, come lui l’ha definito.

Un giornalista di repubblica, attribuendo ai 5 stelle un cedimento sullo stadio della Roma, ha detto che ora “homines facti sunt”. Ormai sono uomini fatti, sono dei politici. Diventerete anche voi “homines facti” quando sarete messi alla prova del governo? Non temete, poi, un effetto “Parma”?

Noi dovremo diventare politici se intendiamo cambiare le cose, ma più che pensare allo stadio della Roma a me viene da pensare al nostro stadio, quello fatto dietro l’eliporto. Se essere politici significa fare quegli errori fatti da coloro che ci hanno preceduto, speriamo quantomeno di diventare politici diversi. Sul discorso delle fuoriuscite ti dico, invece, che io sono entrato nel meetup di Ladispoli circa 6 anni fa e da allora ho sempre potuto esprimere le mie idee con convinzione e nessuno dall’alto ci ha mai detto cosa fare per Ladispoli. Ogni volta che abbiamo incontrato i vertici, una volta Beppe Grillo, altre volte i parlamentari, ci hanno sempre detto “voi sapete cosa dovete fare”. Noi viviamo questa esperienza politica con responsabilità, non stiamo improvvisando.

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