CHIEDIAMO UNA MORATORIA SUL CEMENTO A LADISPOLI

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Chiediamo all'Amministrazione uscente una moratoria, da qui alla data delle elezioni, su tutti i progetti che prevedono nuovo cemento su aree verdi della città.
Stanno continuando, in questi giorni, i passaggi in Comune riguardanti progetti di cementificazione del nostro territorio. Questa volta si tratta di Osteria Nova (350000 metri cubi di cemento su 40 ettari di campagna ladispolana; un nuovo quartiere Cerreto per intenderci) e di un piano per edificare palazzi su terreni in via Napoli e via Livorno, “ovviamente” aumentando la cubatura in variante al Piano Regolatore, come si sta facendo alle spalle della caserma della Guardia di Finanza. Tali progetti vanno ad aggiungersi a quello di Punta di Palo (5 ettari di cemento di fronte al fragilissimo bosco), a Piazza Grande (2 palazzi di 5 piani e l'ennesimo supermercato su un'area destinata a verde e servizi), alle continue speculazioni in via di Rimessa Nuova (zona di campagna che la politica ha deciso di ricoprire di calcestruzzo) e ad altri progetti che spunteranno come funghi da qui alle votazioni.
Partiamo da una considerazione inconfutabile: Ladispoli è un comune che ricopre un fazzoletto di terra, già quasi completamente urbanizzato; una città con un'alta densità abitativa (il doppio della media del Lazio) e con gravi problemi dettati da pesanti carenze di servizi: traffico veicolare in costante aumento, trasporto ferroviario al collasso, fognature sottodimensionate, carenze idriche, inadeguata manutenzione e pulizia di strade, giardini, spiagge, assenza di asili nido comunali ecc. Questa città accoglie oltre 40000 abitanti ma già ora, considerando tutto il costruito, ne potrebbe ospitare 80000.
Alla luce di questa realtà, rivolgiamo una domanda semplice agli attuali politici di Ladispoli: a cosa e a chi serve costruire nuovi quartieri e palazzi che accolgano altre decine di migliaia di persone?
Con questa domanda retorica, chiediamo all'attuale Amministrazione e a tutte le forze politiche della città di appoggiare una moratoria che blocchi, fino alle elezioni di primavera, gli iter di piani già presentati e la presentazione di nuovi. Fermiamoci e confrontiamoci su questo come su altri temi, insieme ai cittadini. Siamo convinti che i cittadini di Ladispoli non vogliano altro cemento, altri quartieri e palazzi (anche perché nuove costruzioni contribuiscono alla svalutazione delle nostre abitazioni). Siamo sicuri che il futuro di questa città vada cercato altrove e vada deciso insieme alla popolazione, avviando un percorso di cui tutti possano finalmente sentirsi parte.
Ridiamo dignità a Ladispoli, al suo territorio ricco ma martoriato e un ruolo di primo piano a chi lo vive.
Auspicando nel loro senso di responsabilità, attendiamo le risposte delle altre forze politiche della nostra città.

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